di Giovanni Melegari
L'origine della razza è antica: il Bichon ha avuto un posto speciale nel cuore delle dame del Rinascimento; vezzeggiato
in tutte le corti d'Europa è stato, nel contempo, anche il cane proletario dei giocolieri e dei saltimbanchi, data la sua
facilità ad apprendere ed eseguire esercizi. Nobiltà, dolcezza, allegria e adattabilità sono le caratteristiche del Bichon,
qualità che hanno sottolineato la sua storia.
Come allevatore ritengo che il patrimonio più importante di questa razza, da salvaguardare, sia proprio il carattere
e l'attitudine a svolgere quei "lavori" che la selezione ha operato nel corso della sua storia: compagnia e gioco.
Mi viene da porre una domanda, che non vuole essere polemica ma costruttiva: Quali strumenti ufficiali abbiamo
per selezionare al meglio queste attitudini ? Purtroppo, quasi nessuno; le esposizioni canine ci danno modo di selezionare
tenendo d’occhio la morfologia e la presentazione estetica del cane.
Ufficialmente il Bichon è stato riconosciuto come razza canina Francese, nel 1933. Nel 1960 la tutela dello standard
venne estesa anche al Belgio. Lo standard FCI in vigore è il N° 61616; 215/ 11.05.1998, IX Gruppo, Sezione 1, Bichon e affini.
In Italia la razza è tutelata dal nostro Club.
Il Bichon à poil frisé è certamente più diffuso negli altri paesi del mondo che in Italia, e ovunque viene toelettato
(tranne in Francia, dove timidamente il mantello viene ritoccato e solo in questi ultimi anni). Le ragioni della scarsa diffusione
del Bichon in Italia sono senz'altro da attribuire al fatto che abbiamo una razza "nazionale" molto simile, il Bolognese, e che
la maggior parte dei giudici ENCI italiani in passato si è sempre trovata concorde con quelli francesi nel vietare la toelettatura
del Bichon a fini espositivi,
omologando quasi di fatto le due razze.
Oggi, grazie agli sforzi di alcuni allevatori e dell’ A.P.T. (Associazione Professionisti Toelettatori), le cose sono cambiate:
alcuni soggetti di notevole pregio e toelettati hanno potuto acquisire il Campionato Italiano, e la maggior parte dei giudici ENCI
si dichiara ormai favorevole alla toelettatura del Bichon. Rimane, purtroppo, ancora qualche resistenza da parte di pochi giudici
"all rounder" di vecchio orientamento cinofilo. Per altro è emblematico notare come molti di questi giudici che partecipano alle
esposizioni fuori del territorio nazionale premiano e segnalano cani di razza Bichon toelettati!
I primi a presentare il Bichon toelettato furono gli americani negli anni ‘70: la testa prevedeva una forma a "campana"
e al collo veniva dato poco slancio . Successivamente, negli anni ‘80, si preferì una testa più arrotondata, le orecchie si fecero
un tutt’ uno con il cranio e si lasciò il pelo più lungo, dal garrese fino alla cupola della testa, per evidenziare il collo. In questi
ultimi anni il Bichon ha raggiunto maggiore "popolarità" grazie ad alcuni spot televisivi e, soprattutto, grazie al BIS di Westminster
2001 vinto da un meraviglioso Bichon Americano.(allevamento Paray)
I punti che caratterizzano la toelettatura di un Bichon si possono così riassumere: testa tonda, là dove la sommità
del tartufo rappresenta il centro del cerchio immaginario; collo evidenziato da una criniera che parte dal garrese circa
(il Bichon deve avere portamento fiero ed un collo lungo lo evidenzia); arti anteriori in appiombo e ben gonfi; arti posteriori
con angolazioni molto evidenti (si avrà quasi un sedere). Il cane, messo in posa sul tavolo, deve dare l’idea che " spinga con
gli arti posteriori". Nonostante lo standard dica che il cane debba risultare idealmente iscritto in un rettangolo, si dovrà cercare
di contrarne la lunghezza, lavorando sul pelo dell’inguine e delle gambe anteriori per "accorciare e raccogliere il tronco".
Si accorcerà anche, quasi a pelle, la zona anteriore sotto il collo.
È molto facile semplificare le linee della toelettatura espositiva ed eseguire, tenendo presenti i punti esposti sopra, una toelettatura casalinga:
si usa una lama da tosatrice a 16 mm. per le gambe anteriori, mentre per le posteriori è richiesto anche l'uso delle forbici per le angolature; infine servono lame da 9 mm. o 11 mm. per il tronco, fatta eccezione per la criniera; la testa viene arrotondata solo a forbice.
Esistono due punti di vista differenti di interpretazione e selezione della razza: il primo cerca maggiormente la quadratura
del tronco, la spinta del posteriore e la lunghezza del collo (come avviene negli USA, in molti paesi anglosassoni e in quelli scandinavi),
l’altro privilegia la taglia piccola, con tronchi molto rettangolari e quindi difficilmente con collo slanciato e spinta del posteriore
(Francia e diversi altri paesi europei).
Come sempre in cinofilia, l'esasperazione di alcuni aspetti è da evitare; come è stato detto all'ultimo congresso sul Bichon à
Poil Frisé, tenutosi a Los Angeles, le caratteristiche da privilegiare sono il giusto bilanciamento delle proporzioni. Anche per il Bichon
à Poil Frisé esiste, come per tante altre razze, il dualismo tra moda, intesa come gusto del tempo, e lo Standard ufficiale, che viene
tranquillamente disatteso, anche se, è doveroso dirlo, quest’ultimo risulta quanto mai vago. Personalmente credo che gli standard non
debbano essere considerati come scritti sulla pietra, ma interpretati con una certa libertà, e soprattutto che debbano evolversi, adeguandosi ai tempi.
D’altra parte anche l'esasperazione, alla quale assistiamo spesso all'estero (Bichon che sembrano Barboni per il tipo di pelo, per il
movimento, per il muso allungato e per l’occhio non perfettamente tondo) sono da censurare.*






